sabato 15 dicembre 2007

è Natale... non cade solo la neve...

Questo è un natale che sarà difficile dimenticare, sono sicura che le cose potrebbero andare meglio ma il mio lato pessimista sta avendo la meglio.

Inizia con la notizia che la mia bisnonna sta morendo, continua col fatto che dovrò passare ancora un mese in questa casa da sola e finisce o forse no, con la mia profonda amicizia con Solitudine.

Ho letto di recente che vengo considerata una "mamma", un'immagine dolcissima, dato che sono io quella che si prende cura di tutto... in effetti, sono un po la mamma del gruppo. Dietro la facciata da mamma si nasconde qualcuno che regala amore come caramelle, quell'amore che nessuno fin'ora è stato capace di darle...

Natale, ricordo che quando avevo 6 anni nella mia letterina avevo chiesto "voglio un papà"... e così fino a che non ho visto mia madre che foderava i regali alle 4 di notte, la notte prima del mio nono compleanno. Dopo quella sera ho smesso di chiedere a babbonatale un padre. Perchè mia madre si spaccava in due ogni volta che leggeva la mia letterina di natale.

Voglio tornare a casa... maledetto Natale.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Un vento a trenta gradi sotto zero
incontrastato sulle piazze vuote e contro i campanili
a tratti come raffiche di mitra
disintegrava i cumuli di neve.

E intorno i fuochi delle guardie rosse accesi
per scacciare i lupi e vecchie coi rosari.
E intorno i fuochi delle guardie rosse accesi
per scacciare i lupi e vecchie coi rosari.

Seduti sui gradini di una chiesa
aspettavamo che finisse messa e uscissero le donne
poi guardavamo con le facce assenti
la grazia innaturale di Nijinsky.

E poi di lui si innamorò perdutamente il suo impresario
e dei balletti russi.
E poi di lui si innamorò perdutamente il suo impresario
e dei balletti russi.

L'inverno con la mia generazione
le donne curve sui telai vicine alle finestre
un giorno sulla prospettiva Nevskij
per caso vi incontrai Igor Stravinsky.

E gli orinali messi sotto i letti per la notte
e un film di Ejzenstejn sulla rivoluzione.
E gli orinali messi sotto i letti per la notte
e un film di Ejzenstejn sulla rivoluzione.

E studiavamo chiusi in una stanza
la luce fioca di candele e lampade a petrolio
e quando si trattava di parlare
aspettavamo sempre con piacere.

E il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare
l'alba dentro l'imbrunire.
E il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare
l'alba dentro l'imbrunire.